Carissimi, 

sul numero di Aprile 2015 della rinomata rivista di Cucina "Sale&pepe", la consigliera della nostra Associazione, Eleonora de Marchi, esperta di cucina asiatica, prepara per i lettori il piatto tipico della tradizione bhutanese: l'ema - datzi!!!

La variante con riso Venere anzichè il riso rosso bhutanese, risulta essere facile e molto appetitosa!!
Cosi' avrete finalmente modo di preparare come si deve la ricetta "principe" del Bhutan..

Grazie Ele!!!

Associazione Amici del Bhutan - Italy

sale pepe

sale pepe 1  sale pepe 2

In viaggio tra valli verdissime, tradizioni millenarie, Felicità Interna Lorda e monaci in motocicletta.
di Franca Rizzi Martini.

Già dall’atterraggio a Paro, l’unico aeroporto internazionale del Bhutan, ci si rende conto di essere giunti in un Paese sorprendente: la pista è accolta in una lunga valle verdissima circondata da alte montagne, l’edificio stesso dell’aeroporto è impreziosito dalle tradizionali decorazioni lignee multicolori che caratterizzano tutta l’architettura bhutanese e il giovane re e la sua bellissima regina, raffigurati in un grande cartellone colorato, danno il benvenuto ai nuovi arrivati.

1 Aeroporto di Paro

Il viaggiatore si guarda intorno un poco disorientato nel vedere la popolazione indossare abitualmente l’abito tradizionale e non solo durante le feste; gonna lunga alle caviglie per le donne (kira) e abito al ginocchio per gli uomini (gho), confezionati con bellissimi tessuti colorati in tinta unita, a righe sottili o a quadretti con accostamenti di colore molto piacevoli. Il Codice delle buone maniere fa obbligo ai cittadini di indossare sempre l’abito tradizionale, anche se in giro si vedono spesso ragazzi che vestono camicia e jeans.
Il regno del Bhutan è una piccola pietra preziosa incastonata tra Cina e India, è totalmente montuoso e conta cinque vette che superano i settemila metri, consta di 600.000 abitanti retti da una monarchia democratica e al posto del PIL viene considerato il GNH, Gross National Happiness, la Felicità Interna Lorda, secondo cui lo sviluppo dovrebbe essere considerato attraverso un processo che tende ad aumentare la felicità di ogni singola persona, più che la sua crescita economica; l’attaccamento alle tradizioni e la devozione sono due elementi che contribuiscono all’aumento del GNH del Paese.
Il buddismo è la religione-filosofia nazionale che permea sostanzialmente la vita dei Bhutanesi e dall’ultimo contadino fino alla famiglia reale nessuno intraprende nuove iniziative senza aver prima chiesto il parere dei monaci preposti alla divinazione. Poco lontano da Thimpu, la capitale, esiste addirittura un antico monastero adibito a scuola di astrologia che ospita centinaia di giovani monaci giunti da ogni parte del Paese per imparare l’arte della predizione.
Solo dal 1974 il Bhutan ha aperto le porte ai primi turisti e personalmente credevo di trovare un Paese ancora all’epoca medioevale, invece accanto alle tradizioni millenarie che vengono conservate gelosamente, i tempi moderni entrano a far parte anche della vita bhutanese ed ecco veder sfrecciare due monaci muniti di casco e dalle vesti svolazzanti a cavallo di una potente moto, oppure veder cavare dalla tonaca di un giovane monaco un piccolo cellulare.

Monaci in moto

Questi i contrasti più appariscenti, ma nel complesso quando ci si trova nella Terra del Drago Tonante (così come viene chiamato il Bhutan dagli indigeni) si ha l’idea di vivere in un luogo senza tempo, in una natura splendida, accanto a persone estremamente affabili e sempre sorridenti; a differenza di molti altri Paesi la gente si fa fotografare con gioia e non chiede mai di essere pagata; si accontenta di vedersi ritratta nelle macchine digitali e ringrazia, ridendo di cuore.
Il nostro piccolo gruppo di viaggiatori era guidato da Maddalena Fortunati, una donna mantovana davvero straordinaria, presidentessa dell’Associazione Amici del Bhutan Italia. Questa associazione tra l’altro promuove i contatti tra le due nazioni, aiuta i giovani studenti universitari bhutanesi a venire in Italia per seguire degli stages, contribuisce a raccogliere fondi da destinarsi a vari enti e rifornisce di materiale e attrezzature il principale ospedale bhutanese.
Dagli anni ’80 Maddalena si reca periodicamente in Bhutan dove visse tra il 1989 e il ’90 per lavorare come ricercatrice presso l’ospedale di medicina tradizionale di Thimpu.
Spostandoci per monti e valli, fra risaie verdissime e boschi di conifere, superando passi a oltre 3.000 metri e frane che distruggono costantemente parte dell’unica strada che attraversa il Bhutan da ovest a est, siamo potuti entrare nel cuore di questo antico regno e scoprire le sue singolarità. Il takin, per esempio, è l’animale nazionale, una specie di bue muschiato, dal muso largo e tozzo che può raggiungere i 350 Kg, oppure le decorazioni dei muri di molte case rurali che evidenziano degli enormi falli beneauguranti dipinti con uno stile tra il fumetto e il realismo che può lasciare interdetti, o ancora lo sport nazionale, il tiro con l’arco, che viene praticato usando grandi archi sia tradizionali, sia dotati di sofisticati bilancieri.
Il Tiger Nest è uno dei monasteri più caratteristici del Bhutan, costruito nel diciassettesimo secolo a picco su una vertiginosa parete di roccia; per raggiungerlo c’è un sentiero, percorribile in parte anche a cavallo e la leggenda narra che Guru Rimpoche, il fondatore della religione buddista in Bhutan, vi sia arrivato dal Tibet a dorso di una tigre. Sta di fatto che una volta raggiunto questo monastero, che comprende addirittura quattro templi a strapiombo sul nulla ci si possa chiedere come abbiano potuto costruirlo se non grazie ad un intervento magico o divino.

Tiger Nest1

Ognuno dei venti distretti in cui si divide il Bhutan è caratterizzato da uno dzong, un’imponente fortezza costruita secondo l’ispirazione mistica dei lama e decorata secondo i canoni stilistici dettati dalla tradizione; essa è posta in un punto strategico del territorio e costituisce un centro religioso, militare, burocratico, amministrativo e sociale per ogni distretto. Anche in questo caso ci si rende conto come religione e politica siano strettamente connesse, come il tempio sia entro le stesse mura degli uffici pubblici e di come monaci e amministratori locali vivano a contatto gli uni con gli altri.

dzong di Punaka2

Ed è proprio questo sentimento di pace e serenità che permea le persone e i luoghi del Bhutan a portare il viaggiatore occidentale a sentirsi partecipe di un’atmosfera ricca di sacralità, quasi rarefatta, che lo induce a considerare l’importanza anche dell’aspetto meditativo della vita.
 
Franca Rizzi Martini ha scritto Il barattolo di mandorle, Un donna in viaggio intorno all’Himalaya – Neos Edizioni Rivoli (TO) 2014.

Articolo tratto da il pamphlet

Carissimi,

rendiamo nota la conferenza di Aaron Edward Carpenè e Stefano Vizioli (Roma) sul tema “Acis and Galatea” nel Regno di Bhutan.

La manifestazione si svolgerà all’interno del ciclo „Musicologia come scienza della cultura“, organizzato dalla Sezione Storia della Musica dell’Istituto Storico Germanico di Roma.

In allegato trovate l’invito più dettagliato.

Musicologia oggi Opera Bhutan 11 dicembre 2014

Associazione Amici del Bhutan - Italy

ici venice

Il nucleo della mostra è rappresentato dalla proiezione di diapositive inedite e dal film documentario Bhoutan: un petit pays possedé du ciel, realizzato nel 1972 dai due documentaristi francesi Anne e Ludovic Segarra insieme ad una selezione di arte etnografica bhutanese. 

Come già reso esplicito, volontà primaria di ICI é quella di produrre esposizioni di arte etnografica che cerchino e creino un dialogo costante con la contemporaneità e il patrimonio locale.

Per la mostra Bhutan: A journey beyond the sky la scelta curatoriale si ramifica attorno due temi: da una parte la volontà é quella di mettere in luce il lungo processo antecedente la realizzazione del film documentario, processo che detterà le linee guida della scenografia; dall’altra parte la scelta del commissario scientifico, François Pannier, di dare particolare rilievo alla tradizione tessile bhutanese, esponendo una collezione di tessuti rari proveniente dalla Gran Bretagna; una scelta quest’ultima, che richiama inevitabilmente le grandi case tessili veneziane come Bevilacqua, Rubelli, Fortuny, etc…

Lo spazio, il Magazzino del Caffè, si trasformerà; casse da viaggio e bauli, un vecchio proiettore a mano con rare diapositive scattate durante le riprese del film, tessuti incredibilmente rari e pregiati, e la proiezione del film documentario Bhutan: un petit pays possedé du ciel creeranno l’atmosfera necessaria per accompagnare il visitatore alla scoperta di questo piccolo Stato, tanto lontano quanto incredibilmente affascinante ai nostri occhi. 

Per questa nuova avventura ICI ha deciso di creare una sinergia fra una delle sette arti del Bhutan, quella tessile appunto, e il design contemporaneo italiano di fama internazionale Fornasetti Milano, integrando alla scenografia pannelli ricoperti dalla carta stampata Nuvole.

Titolo: “Bhutan: A journey beyond the sky”
Date: 6 dicembre 2014 - 1 marzo 2015
Luogo: ICI - Magazzino del Caffè, Santa Croce 923 | 30135, Venezia
Contatti: +39 041720507 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con il patrocinio di: Università Ca’ Foscari - Venezia / Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea.
Con il sostegno di: Alliance Française di Venezia,  Fornasetti, Cole and Sun, Mercante of Venice, Fondazione Malongo, Galleria Le Toit du Monde, Archivi Anne e Ludovic Segarra. 

Oltre la mostra

Presentazione del film documentario “Bhoutan: un petit pays possédé du ciel” 

29 novembre 2014 - ore 18:30
Alliance Française di Venezia - Casino Vernier
Presenta Veronique Prost - Auditorium del Museo Guimet - Parigi

05 dicembre 2014 - ore 17:30
ICI - Magazzino del Caffè - Santa Croce 923 - Venezia
Presenta Alain Carou - Dipartimento dell’audiovisivo della BNF - Bibliothèque Nationale Française

17 dicembre 2014 - ore 17:00
Incontro tenuto dal prof.re Fabian Sanders dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sugli aspetti storici e culturali dell’Himalaya con una particolare attenzione al Bhutan.
ICI - Magazzino del Caffè - Santa Croce 923 - Venezia

17 gennaio 2014 - (orario da decidere)
Incontro con il prof.re Stefano Peggiora dell’Università Ca’ Foscari di Venezia su “Il Bhutan oggi e il suo ruolo chiave nella geopolitica himalayana”. 
ICI - Magazzino del Caffè - Santa Croce 923 - Venzia

Febbraio 2015 - (data ed orario da decidere)
Conferenza sul “Viaggio” in cooperazione tra l’Associazione “Amici del Bhutan”, il prof.re Stefano Beggiora e la scrittrice Franca Rizzi Martini, con presentazione del libro “Il barattolo di mandorle. Una donna in viaggio intorno all’Himalaya”. 
ICI - Magazzino del Caffè - Santa Croce 923 - Venezia

Febbraio 2015 - (data ed orario da decidere)
Dialoghi sul tessuto dai tessuti del Bhutan a quelli veneziani 
ICI - Magazzino del Caffè - Santa Croce 923 - Venezia
Presenta Marina Majcen - artista, professoressa ed esperta di tessuto

Febbraio 2015 - (data ed orario da decidere)
Laboratorio gratuito per bambini sul Teatro delle Ombre.
ICI - Magazzino del Caffè - Santa Croce 923 - Venezia
Condotto da Associazione Macinapepe - Compagnia di Ombre

BHUTAN : A JOURNEY BEYOND THE SKY

Nel dicembre del 2012, ICI ha organizzato la prima mostra sul Bhutan presso la galleria d’arte Le 5 Opéra - Compagnies du Monde a Parigi. Per la produzione di questa prima esposizione parigina vennero esposte, oltre alla proiezione delle diapositive fatte durante le riprese del film documentario “Bhoutan: un petit pays possédé du ciel” di Anne e Ludovic Segarra e una serie di maschere e oggetti etnografici bhutanesi di incredibile bellezza e prestigio.

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 Il DOCUMENTARIO

BHOUTAN: UN PETIT PAYS POSSÉDÉ DU CIEL

Il 1972 è una data molto importante nella storia del Bhutan poiché il paese vide una prima apertura al turismo e ai visitatori stranieri. 

Il terzo re del Bhutan, Jigme Dorji Wangchuck, morì a Nairobi e suo figlio, Jigme Singye Wangchuck, ascese al trono all’età di diciassette anni, portando avanti la politica di apertura inaugurata dal padre. 
Grazie a questa iniziale apertura, ad una politica proiettata verso il futuro, al buddismo impregnato in ogni settore e all’indizione della Giornata Nazionale della Felicità e delle Culture, il Bhutan ha avuto un enorme sviluppo.

Anne e Ludovic Segarra, nel 1972, consapevoli dei repentini cambiamenti che stavano per accadere, richiesero al giovane regnante l’approvazione per l’inizio delle riprese del documentario che, dopo circa due anni di negoziazioni, accettò. 
Il documentario presentato è stato girato da Anne e Ludovic Segarra nel 1975 ed è una delle massime testimonianze della così profonda fase di cambiamento del Bhutan.  
Dopo più di 30 anni, questo documentario permette una sottile visione dell’evoluzione del Paese per chi lo conosce o per chi lo va a scoprire in un prossimo viaggio.

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Il BHUTAN É COME UN SOGNO 
LUDOVIC SEGARRA - 2004

Troppo tempo è passato.

Per oltre 30 anni, io e mia moglie, il mio amico Stephan alla camera e Lucie al suono, abbiamo viaggiato in tutto il paese.
Questo film… è la nostra giovinezza… è la mia giovinezza.

Gli eventi del ’68 con quelle domande e quella ricerca di significato…
E sia la destra che la sinistra dell’Occidente con gli occhi fissi sul futuro…

E poi arriviamo in Bhutan, esattamente nella corte di un grande monastero a Thumphu, dove assistiamo ad uno spettacolo liturgico in onore di Padma Sambava, il Guru Rimpoche.

Uno shock.

Un tuffo nel passato…
Quella cerimonia… fu come rivivere il Medioevo Cristiano di fronte alle imponenti cattedrali.

E anche dopo tutto questo tempo passato?
Ho tuttora nella mia testa, tutti gli incontri, gli sguardi, il senso di dolcezza e anche una rara sensazione…l’espressione di una profonda coerenza, dove tutto è mescolato ed incontra la natura e l’uomo.

Paesaggi, architetture e case Dzongs, i colori e i motivi delle vesti e dei tessuti, una mano nel momento dello scocco di una freccia, un’altra che disegna nell’aria con una spada, un piede danzante prima dell’uscita delle maschere e alcuni piedi che comprimono grano…  
Qualsiasi cosa qui è sia fisica che spirituale…

Quest’incontro… questo shock ha condizionato tutti i miei lavori fino ai giorni presenti. 
Noi uomini abbiamo il dovere di raccogliere ogni tesoro dell’umanità prima che sia troppo tardi, poiché queste rare testimonianze sono l’espressione del compendio fra l’uomo e ciò che lo circonda.
Ogni attività è sia fisica che spirituale qui.

Il Bhutan, per come l’abbiamo scoperto, è per me l’espressione, non individuale, ma collettiva di questo compendio. 

Questo è quello che ho sentito.

Questo è quello che ho cercato di descrive con mia moglie Anne, la quale l’ha trovato come: un piccolo stato posseduto dal cielo.

Ludovic Segarra 1948 - 2007

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CURATORI

ICI - Istituto Culturale Internazionale
Olivier Perpoint, Chi Phan, Mariarosaria Fogliaro, Martina Masini, Francesca Salvi, Hélène Touzé, Chantal Valdambrini.

François Pannier - Commissione scientifica / Esperto di arte etnografica

Anne Segarra - Rappresentante dell’Archivio “Anne e Ludovic Segarra”

ORGANIZZATORI

ICI - Istituto Culturale Internazionale - Venezia, Italia.
Archivio Anne e Ludovic Segarra - Parigi, Francia.
www.icivenice.com


Con la partecipazione di:

Le toit du Monde - François Pannier
Galleria di arte etnografica himalayana a Parigi.
www.letoitdumonde.com

ICI - Magazzino del Caffè - MAPPA

FREE ADMISSION - 10:30 am - 06:30 pm - from Friday to Sunday

ICI - Magazzino del Caffè - Campo San Simeon Grando - Rio Marin - Santa Croce 923 - Venezia
www.icivenice.com - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. +39 041 720507

Conferenza/Vortrag_Aaron Edward Carpenè/Stefano Vizioli: "Acis and Galatea" nel Regno di Bhutan_DHI Rom_11.12.2014

Cari Amici,

segnalo questa interessante conferenza a Roma sull'Opera "Acis e Galatea" realizzata in Bhutan lo scorso anno dai
due autori Carpene' e Vizioli.

Cordialmente

Amici del Bhutan - Italy

Gentili signore e signori,
abbiamo il piacere di invitarVi alla conferenza di

Aaron Edward Carpenè e Stefano Vizioli (Roma) sul tema

“Acis and Galatea” nel Regno di Bhutan

La manifestazione si svolgerà all’interno del ciclo „Musicologia come scienza della cultura“, organizzato dalla Sezione Storia della Musica dell’Istituto Storico Germanico di Roma, e saremmo particolarmente lieti ed onorati della Vostra presenza.
In allegato trovate l’invito più dettagliato e il nostro progamma annuale.

Rimanendo a Vostra disposizione per ogni ulteriore informazione,
Vi inviamo i migliori saluti da Roma,

p.c. Christine Streubühr

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Sehr geehrte Damen und Herren,
wir freuen uns, Sie zu dem Vortrag von Aaron Edward Carpenè und Stefano Vizioli (Rom) zum Thema

“Acis and Galatea” nel Regno di Bhutan
[“Acis and Galatea” im Königreich Bhutan]

einladen zu können.

Die Veranstaltung findet am Donnerstag, den 11. Dezember 2014 um 19 Uhr im Deutschen Historischen Institut in Rom im Rahmen der Vortragsreihe „Musikwissenschaft als Kulturwissenschaft“ statt und wir würden uns sehr freuen, Sie bei dieser Gelegenheit bei uns begrüßen zu dürfen.

Weitere Informationen zu dieser Veranstaltung sowie unser Jahresprogramm finden Sie im Anhang.

Mit herzlichen Grüßen aus Rom,

i.A. Christine Streubühr

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Dear Madam/Sir,
we are very pleased to invite you to the conference of

Aaron Edward Carpenè and Stefano Vizioli (Rome) who will present their project

“Acis and Galatea” nel Regno di Bhutan
[“Acis and Galatea” in the Kingdom of Bhutan]

on Thursday, 11 december 2014, 7 pm, at the German Historical Institute in Rome.
It would be a great pleasure and honour for us to welcome you on this occasion.

Yours faithfully and best wishes from Rome,

p.p. Christine Streubühr

opera Bh  Progr annuale2014